Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
domenica 12 febbraio 2012 15:17

 
2020
Media
28.01.2010   [Alberto Tetta]   La libertà di espressione in Turchia nel terzo anniversario dell'omicidio Dink. La situazione dei media non turcofoni, la storia di Radio Vita di Istanbul. Nostra intervista con Güler Yıldız
Immagine: Güler Yıldız (foto Alberto Tetta)

18.01.2010   [Andrea Rossini]   La produzione documentaristica in Bosnia Erzegovina. Gli autori, i produttori e il mercato. Dalla centralità dei temi di memoria e identità ai tabù nazionali. Intervista a Sead Kreševljaković, autore di "Ti ricordi Sarajevo?"
Immagine: (Foto inthesitymad, Flickr)

05.01.2010   [Francesco Gradari]   Un documentario fuori dagli schemi. Un viaggio personale e collettivo in alcuni luoghi simbolo dei conflitti balcanici degli anni ’90. Forbici e rasoio alla mano. Uscirà nei prossimi mesi “Splitting hairs”, del giovane regista belgradese Darko Soković. In anteprima per i lettori di OBC il trailer e un’intervista all’autore
Immagine: Darko Sokovic

18.12.2009   [Francesco Martino]   Referendum e diritti, come in Svizzera. Il premier bulgaro Boyko Borisov ha annunciato di voler appoggiare l'idea del movimento nazionalista Ataka di promuovere un referendum sull'oscuramento del notiziario in lingua turca, in onda sulla tv nazionale dal 2000. Immediate le reazioni
Immagine: Bonnaf/flickr

10.12.2009   [Drago Hedl]   Dopo numerosi scandali e una pessima gestione, l’organo collegiale di controllo della Tv croata ha deciso di destituire il direttore Vanja Sutlić e cambiare così i vertici del media più importante della Croazia. Il tutto durante la campagna elettorale per le presidenziali
Immagine: Vanja Sutlic

18.11.2009   [Alberto Tetta]   In Turchia l'esercito controlla siti web conducendo una guerra psicologica contro chi si oppone alle Forze Armate. L'ennesimo scandalo denunciato dai giornalisti, gli attacchi alla libertà di espressione nel Paese. Il rapporto di Bianet
Immagine: (Foto Faramarz, Flickr)

17.11.2009   [Indrit Maraku]   Per Reporter senza frontiere la libertà di stampa in Albania è in piena regressione. Monopolio di grandi gruppi industriali, assenza contesto legale d'esercizio della professione, pressioni del potere politico, la vita dei giornalisti albanesi è difficile. Se poi sono gli stessi colleghi a giustificare le botte...
Immagine: Mero Baze

05.11.2009   [Artan Puto]   Il genere del documentario in Albania è segnato dalla creatività caotica della transizione postcomunista, dalla mancanza di una élite stimolante e di finanziamenti adeguati. Un'intervista ad Artan Minarolli, direttore dell'Archivio di Stato
Immagine: Kinostudio di Tirana - foto di Andrea Pandini

04.11.2009   [Andrea Rossini]   Il soggetto e lo sguardo sul mondo: il documentario in Bosnia Erzegovina secondo Jasmila Žbanić, regista sarajevese autrice di Grbavica (Il segreto di Esma). Nostra intervista
Immagine: Jasmila Žbanić

04.11.2009   [Cecilia Ferrara]   Peščanik, la Clessidra. Uno dei più discussi programmi radiofonici trasmessi in Serbia. Crimini di guerra, privatizzazioni, politica e giustizia sono tra i temi affrontati settimanalmente dalle giornaliste Svetlana Lukić e Svetlana Vuković. Nostra intervista
Immagine: flod/flickr

13.10.2009   Si dimette il direttore di RTK, la tv pubblica del Kosovo. In un commento di BIRN il senso di servizio pubblico in un contesto dove la classe politica sembra determinata a limitare l'indipendenza dell'informazione
Immagine: Una trasmissione di RTK

24.09.2009   Andrea Rossini, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso ha vinto l'edizione 2009 del premio giornalistico Enzo Baldoni, sezione internet. L'annuncio mercoledì a Milano. Un grande riconoscimento per la nostra testata, uno stimolo per continuare a raccontare al pubblico italiano cosa avviene al di là del mare
Immagine: Giusy Baldoni, On. Guido Podestà (Pres. Provincia Milano), Andrea Rossini

08.09.2009   [Danijela Nenadić]   In Serbia è stata adottata una riforma del sistema dei media. Non senza polemiche, soprattutto in seno alla stessa maggioranza di governo. Ma alla fine sembrano tutti soddisfatti, tranne i giornalisti
Immagine: (De Balie/Flickr)

03.09.2009   [Mustafa Canka]   Due giornalisti del maggiore quotidiano montenegrino, Vijesti, picchiati dal sindaco di Podgorica e da suo figlio. Il caso finisce in tribunale e preoccupa le organizzazioni giornalistiche europee. I retroscena della vicenda
Immagine: Mihajlo Jovovic (foto L. Zanoni)

21.07.2009   [Francesco Martino]   Non un mero esperimento populista, ma il frutto di un fenomeno nuovo nel panorama politico bulgaro. Il sociologo Andrey Raychev analizza cause profonde e prospettive alla base del risultato elettorale dello scorso 5 luglio, segnato dal trionfo dell'"animale politico" Boyko Borisov. Un'intervista
Immagine: Boyko Borisov - F.Martino

09.07.2009   [Stefano Lusa]   E’ il titolo del libro a fumetti di Tomaž Lavrič, che narra la love story tra l’ex premier sloveno Janez Janša e la giovane dottoressa Urška. Una storia epica che trova alcuni riscontri nella realtà. Soprattutto alla luce delle nuove indagini sul capo dell’opposizione

07.07.2009   [V. Kasapolli]   Quanto è possibile fare giornalismo d'inchiesta in Kosovo? Con difficoltà qualcuno ci prova. Il caso della trasmissione televisiva “Jeta në Kosovë” e le minacce alla giornalista Jeta Xharra accendono il dibattito all'interno di istituzioni e opinione pubblica
Immagine: Jeta Xharra (krenarium/flickr)

30.06.2009   [Drago Hedl]   La Procura di Belgrado apre le indagini su alcuni giornalisti sospettati di incitamento alla guerra e all’odio con i loro articoli scritti nel 1991. In Croazia se ne parla appena, ma i casi non mancano

11.06.2009   [Nikolai Yotov]   Una delle firme più rinomate del giornalismo rumeno, Cristian Tudor Popescu, a ruota libera su media, libertà d'espressione e sulle prossime elezioni presidenziali in Romania. "Ogni combinazione è possibile, in un mondo ormai de-ideologizzato". Una nostra intervista
Immagine: Cristian Tudor Popescu

27.05.2009   [Marjola Rukaj]   A più di un anno dalla tragica esplosione del deposito d’armi di Gerdec, in cui morirono 26 persone, restano parecchi nodi oscuri da sciogliere. I media scoprono informazioni rilevanti per il processo ma incappano nella censura. Il caso di Gazeta Shqiptare

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