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Tra i misteri dei Rodopi

16.06.2009    Da Sofia, scrive Tanya Mangalakova

I monti Rodopi (foto di Stormhater - flickr.com)
Tra sorgenti curative, leggendari misteri e antiche credenze della tradizione si sviluppa il turismo sui monti Rodopi. Negli ultimi anni la località di Ognyanovo è diventata una delle mete più ambite della Bulgaria. Nostro reportage
Con le sue sorgenti curative, e i suoi misteri legati al mondo delle leggende e della magia Ognyanovo è una delle località termali più attive negli ultimi anni in Bulgaria. Gli hotel a conduzione familiare, qui costruiti negli ultimi 7-8 anni, così come le stanze in affitto nelle antiche case del paese, sono piene di turisti.

Lungo il fiume Kanina sono sorti molti alberghi dotati di piscina con acqua curativa, gestiti soprattutto da persone del luogo. Ad attirare i turisti è anche l'atmosfera intrisa di leggende. Gli abitanti di Ognyanovo credono che proprio di qui sia passato san Paolo. E se trovano una biscia in giardino, in casa o nei campi, dicono che si tratti di un “saybiya”, vero padrone della casa.

In questa regione, le antiche tradizioni e credenze diventano parte integrante dell'offerta turistica, e contribuiscono alla ricetta che sta portando ad uno sviluppo di successo del turismo culturale e alternativo a Ognyanovo.

Il “miro”, tra leggende e benessere

I nuovi hotel sono costruiti in armonia con le tradizioni ancora vive ad Ognyanovo, paese adagiato tra le montagne del Pirin, dei Rodopi, della Slavyanka e dello Stargach, lungo la valle del Mesta. Negli ultimi anni, qui si è assistito al boom del turismo termale.

L'hotel “Bohema”, lungo il fiume Kanina e un tipico esempio della formula di successo con cui si sta sviluppando Ognyanovo. La sua proprietaria, Violeta Pancheva, è vissuta da piccola nella vicina città di Gotze Delchev, per poi tornare al paese d'origine. Suo padre, come tutti i locali, ama immergersi nel “miro”, una piccola piscina creata intorno ad una sorgente di acqua termale. Ad Ognyanovo i “miro” sono cinque, utilizzati da secoli, e soprattutto d'inverno rappresentano la vera attrazione del paese. Il marito di Violeta ricorda il suo stupore quando, in pieno inverno, venne invitato per la prima volta a bere birra immerso nel “miro”, mentre intorno a lui cadeva fitta la neve.

Alla fine degli anni '90 Violeta e suo marito hanno acquistato una proprietà ormai abbandonata, trasformandola in un piccolo albergo familiare con due piscine esterne ed una interna con l'idromassaggio. Il loro figlio Nikolay ha deciso allora di trasferirsi anche lui a Ognyanovo, ed è diventato presto il gestore dell'albergo. Violeta e Nikolay sono convinti che la leggenda dei “miro” di Ognyanovo, che si crede siano stati benedetti da san Paolo, sia parte del fascino che ha portato successo al turismo nel villaggio.

Nell'ortodossia orientale la parola “miro” (olio santo) è legata alla cerimonia di unzione che segue il battesimo dei nuovi nati. L'olio santo viene prodotto durante la Quaresima, da ben 40 sostanze diverse, tra cui olio di oliva, vino e oli profumati. Ogni chiesa ortodossa viene benedetta con l'olio santo.

L'hotel di pietra

Katia Petreliiska (foto T. Mangalakova)
L'hotel “Petreliyski” rappresenta una storia di successo nel turismo termale, una storia cominciata grazie ai fondi europei del progetto SAPARD. E' stato soprannominato “l'hotel di pietra”, visto che è interamente costruito con pietre di gneiss, chiamato qui “tikli”.

Le grandi lastre di gneiss vengono utilizzate da secoli nella costruzione di abitazioni sui Rodopi, sia come tegole che come rivestimento esterno. Le formazioni rocciose intorno a Ognyanovo sono state letteralmente “mangiate” dal processo di estrazione del gneiss. Negli ultimi anni, questo materiale è diventato fonte di lavoro per molti, vista la richiesta per la costruzione di case e ville che molti bulgari benestanti vogliono proprio in questa regione.

Il “Petreliyski” è davvero tutto in pietra, e di gneiss sono anche le piscine. La proprietaria, Katya Petreliyska, spiega che l'hotel viene completamente riscaldato da acqua minerale, che scorre sotto le pietre che formano il pavimento. L'intera famiglia si occupa dell'albergo fin da quando venne comprato il terreno e cominciò la sua costruzione, finanziata dai fondi europei SAPARD per lo sviluppo dell'agro-turismo.

La Petreliyska somiglia alle bulgare di un tempo ormai scomparso, tiene tutto sotto controllo e tiene ad ogni dettaglio del suo albergo. Secondo lei, a Ognyanovo il turismo non è in crisi, ma al contrario arrivano sempre più clienti, soprattutto dopo l'apertura del vicino valico di frontiera di Drama, che permette il facile accesso dalla Grecia.

Tradizioni e turismo

Mentre ci troviamo nell'“hotel di pietra”, alla reception arriva una signora dal nome esotico e antico, Momera (da “moma”, ragazza). Momera Zdravkova è una donna piena di idee, soprattutto se si tratta di far sì che le tradizioni culturali partecipino come fattore decisivo nello sviluppo di un turismo ecologico e culturale.

La Zdravkova presenta alla Petreliyska la sua idea di un festival degli antichi misteri di Enyovden, celebrati nel vicino villaggio di Delchevo nel week-end prima del solstizio d'estate. Secondo le credenze popolari, ad Enyovden le streghe si radunano in un campo, nude, e compiono rituali attraverso i quali assicurano un raccolto abbondante.

Nella visione di Momena, tutto il villaggio si trasformerà in quei giorni in un festival a cielo aperto, con un mercato di oggetti d'arte nella casa della cultura del villaggio, con amuleti, piante medicinali, icone. Ci saranno danze sulle braci, feste notturne e gruppi folkloristici, insieme alla degustazione di “rakiya” e salumi tradizionali. All'alba ci saranno bagni rituali nella rugiada, danze e riti di fertilità, riportati in vita grazie alle melodie di musicisti e cantanti del luogo.

Momera si è trasferita a Gotze Delchev da un anno, dopo aver acquistato una casa nella regione. Ha quindi iniziato a lavorare con le municipalità, proponendo vari progetti di agriturismo, turismo alternativo e culturale. L'inverno scorso ha organizzato la festa del vino “Trifon Zarezan”, con una festa di matrimonio tipica della zona. Ora vorrebbe organizzare, con l'aiuto di agenzie matrimoniali, matrimoni a Delchevo in costume e con musica tradizionale, e proporre lo stesso nel villaggio di Ribnovo, dove fino ad ora i pomacchi (bulgari di religione islamica) si sposano seguendo tradizioni secolari.

Momera è convinta che i festival artistici porteranno molti turisti nelle case e negli alberghi di Ognyanovo, visto che lo stesso è già successo sui Rodopi orientali, dove su sua proposta è stato creato il festival “Misteri di Orfeo”, nella gola di Trigrad. In sole due edizioni, questo festival è riuscito ad attirare a Trigrad più di tremila turisti. Momera ha battezzato la sua attività di sviluppo del turismo culturale e alternativo “Slantze i luna” (Sole e luna), e si è dotata anche di un sito internet.

Katya Petreliyska sembra intrigata dalle idee e dall'energia di Momera, e pronta a collaborare alla creazione di un festival. Secondo la Petreliyska, è questa la strada da seguire, e non quella della vicina località invernale di Bansko, dove dopo il boom dello sci c'è stata una corsa alla speculazione edilizia, e oggi alberghi e villaggi vacanze costruiti in cemento rimangono vuoti e tristi.

“Qui non abbiamo avvertito la crisi, e cerchiamo senza sosta di attrarre nuovi ospiti. Quando non ci sono turisti, organizziamo attività con i bambini. Non c'è niente di peggio di una stanza vuota. In famiglia siamo tutti impegnati in questa attività, e nessuno di noi è pessimista verso il futuro. Personalmente, vivo nell'idea che l'anno che verrà sarà per noi ancora migliore”.

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