Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
mercoledì 07 settembre 2022 17:28

 

Sciopero del pubblico impiego in Republika Srpska

31.12.2002   

Protesta di massa a Banja Luka, i sindacati minacciano una “primavera calda”
Un'immagine di Banja Luka
“Per ora siete ancora seduti sulle vostre poltrone, ma state sicuri che se non ascolterete le nostre richieste vi rimuoveremo dal potere entro la prossima primavera” - gridava venerdì scorso Ranka Misic, presidentessa dei sindacati della Republika Srpska per i settori educazione, scienza e cultura, durante la manifestazione del pubblico impiego di fronte al palazzo del governo.
A Banja Luka, le migliaia di lavoratori (circa 40.000 persone hanno preso parte alla protesta che ha coinvolto tutta la RS) riuniti prima in piazza Krajina e poi davanti al palazzo del governo, scandivano slogans quali “Ivanic codardo”, “Vi abbiamo dato la Republika Srpska e le poltrone, e voi cosa ci avete dato?”, “Vi abbiamo eletto, possiamo anche rimuovervi”, “Perché mio figlio non ha un monumento?”, etc.
Anche i pensionati, le vedove dei militari e i lavoratori dei kombinat statali in rovina hanno aderito allo sciopero di avvertimento di un’ora indetto dai cinque sindacati del pubblico impiego (polizia, istruzione, amministrazione pubblica, sanità, giustizia), che a Banja Luka si è poi prolungato con la marcia di fronte al palazzo del governo.
Qui la Misic e gli altri leaders sindacali hanno cercato invano di incontrare il primo ministro Mladen Ivanic, dichiarando che una calda primavera attende il governo nel caso quest’ultimo non accolga le richieste di pagamento dei salari arretrati insieme a un loro aumento complessivo del 20%.
La protesta si è svolta complessivamente senza incidenti, nonostante la forte tensione quando i lavoratori hanno deciso di imboccare viale Petar Karadjordjevic per andare al palazzo del governo.
“Siamo venuti per le nostre paghe”, era il chiaro cartello che portavano come messaggio. Il rifiuto del primo ministro di presentarsi di fronte ai lavoratori ha rischiato di provocare il caos per lo scontento e la disapprovazione dei dimostranti.
Mladen Mandic, vice ministro della Giustizia e Sveto Pasalic, vice ministro dell’educazione, sono usciti per parlare con i lavoratori dicendo che il primo ministro non poteva incontrarli perchè impegnato.
“E’ possibile che tutte queste persone non siano degne di due minuti del tempo di Ivanic?” – ha chiesto Ranka Misic con durezza, mentre il primo ministro guadagnava una uscita di servizio.
Dopo due ore, la protesta si è sciolta senza incidenti.
Anica Jondic, segretario generale dei sindacati, ha confermato che le uniche astensioni dallo sciopero sono state notate a Banja Luka e a Teslic, nella polizia. La Jondic ha affermato che Mirko Bojinovic, capo del settore del personale della polizia di Banja Luka e Zeljko Radonjic, capo della polizia di Teslic, hanno impedito ai propri dipendenti di scioperare.
“Se questa informazione sarà confermata – ha affermato – chiederemo al ministro degli Interni di licenziarli entrambi. (Nezavisne Novine, 28.12.2002)
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