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Due dimissioni nel governo albanese

28.07.2003   

L’attenzione dell’opinione pubblica nei giorni scorsi in Albania si è concentrata sull’ultima crisi di governo seguita alle dimissioni di due ministri del governo Nano a guida socialista.
Ilir Meta, vice primo ministro e ministro degli esteri ha presentato il 18 luglio le sue dimissioni dai due posti che occupava. La decisione è stata seguita il giorno dopo dalle dimissioni del ministro per l’Integrazione Europea, Sokol Nako. Fatos Nano ha accettato le dimissioni dei due ministri e ha assicurato l’opinione pubblica che la loro scelta non influirà sul funzionamento del governo. “Molto presto, entro la fine di luglio i ministri saranno sostituiti, come previsto dalla costituzione, da altre due personalità di spicco del Partito Socialista”, ha detto Nano.
Ilir Meta, il rivale principale di Nano dentro il partito, nella lettera di dimissioni ha accusato il primo ministro di governare in modo autoritario e di cercare di “esautorare il ministero degli esteri come istituzione responsabile per la politica estera, con l’intenzione di sottometterla alla sua guida personale”. Meta nella dichiarazione trasmessa dalle tv e dalla radio ha affermato che non parteciperà più “ad alcun governo falso ed ipocrita di Fatos Nano”. Questa dichiarazione di Meta è seguita alle ennesime critiche di Nano sull’operato del ministero degli esteri nel corso di una riunione di governo. Secondo Meta queste accuse fanno parte della “lotta personale del primo ministro contro di lui”. Da suo canto il premier Nano ha giudicato le dimissioni del ministro come “un atto inaspettato ed irresponsabile”.
Il ministro dell’Integrazione Europea, noto come un stretto collaboratore di Meta, dal canto sui pare aver preso la decisione di dimettersi in atto di solidarietà verso il collega.
Queste due dimissioni hanno acuito di nuovo le divisioni dentro il partito socialista dopo la pace temporanea tra Nano e Meta che aveva portato alla creazione del governo attuale il 31 luglio del 2002. Le tensioni tra Nano e Meta sono aumentate il mese scorso quando il ministro degli esteri aveva spedito una lettera alla direzione del partito socialista nel quale si analizzavano i risultati del lavoro del governo nel corso del suo primo anno. In quella lettera Meta valutava positivamente il lavoro del governo contro i traffici illeciti e il terrorismo, ma aveva accusato il primo ministro di essere il responsabile del rallentamento delle riforme necessarie per l’avvicinamento alla UE.

Nella sua lettera Meta aveva accusato Nano di “arroganza” e “demagogia”, di nepotismo, aveva anche denunciato la corruzione galoppante nell’amministrazione pubblica e i tentativi del premier di limitare la liberta della stampa. Nano aveva replicato attaccando Meta giudicando minimi i risultati del suo operato da ministro degli esteri dato che la sua partecipazione nei negoziati per il processo di Associazione e Stabilizzazione con l’Unione Europea era stato irrilevante. Inoltre aveva sottolineato che durante l’anno “il ministro degli esteri aveva realizzato solo tre visite ufficiali all’estero: Belgrado, Mosca e Kiev”.
Questa è la seconda volta che Ilir Meta abbandona la sua funzione pubblica a causa della sua rivalità con il premier. Nel gennaio 2002 Meta dette le dimissioni dal posto del primo ministro sotto la pressione da Nano, il quale al tempo aveva lanciato contro Meta le stesse critiche ora gli sono rivolte. Meta ha annunciato che rinuncerà anche alle funzioni dentro al partito ma ha smentito le voci di una sua collaborazione con l’opposizione per far cadere il governo socialista alla vigilia delle elezioni locali previste per il 12 ottobre.
In Albania oggi sono in molti a considerare gli attuali conflitti tra Nano e Meta come un semplice gioco di potere allo scopo di prendere le redini del partito al congresso previsto per il prossimo dicembre.

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