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Fuoco tra Locarno e Sarajevo

20.08.2003   

Due città e due Festival, Locarno e Sarajevo, sono stati l'importantissimo palco per Pjer Zalica e il suo primo film "Gori vatra" ("Al fuoco")
Una immagine da “Gori vatra”
Il nuovo film bosniaco "Gori vatra" ("Al fuoco"), è stato presentato in anteprima mondiale al festival di Locarno e solo tre giorni dopo (venerdì scorso) ha aperto il nono Film festival di Sarajevo.
La notizia più bella è che da Locarno il film è riuscito anche a portarsi a casa un premio, il pardo d'argento. Questa, ci sembra, è la prova che il film di Tanovic "No man's land" non è stato un caso isolato e che la Bosnia è ancora in grado di produrre interessanti storie per il grande schermo.
A Locarno, lo ricordiamo, ha vinto il film pakistano "Khamosh pani" ("Acque silenziose") e il premio speciale della giuria è andato ad un film rumeno, "Maria". Il pardo d'argento invece è arrivato proprio in Bosnia. La storia di "Gori vatra" è una miscela di comicità e tragedia bosniaca, una parte di quello che si è accumulato in Bosnia in questi ultimi dieci anni e che adesso comincia ad uscire fuori. Il film parla di una piccola cittadina bosniaca, Tesanj, che si sta preparando per l'arrivo del presidente americano, Bill Clinton. Dietro questa storia ce ne sono tante altre più intriganti e commoventi, la storia di un padre che ancora aspetta il figlio disperso in guerra, storie di prostituzione e criminalità con la benedizione della polizia, il ridicolo in cui si immerge la comunità internazionale cercando di risolvere l'enigma bosniaco e molte altre…
Il cast del film è composto da giovani attori bosniaci aiutati da uno straordinario Bogdan Diklic, famoso attore serbo, nel ruolo del padre `perso`.
Il premio di Locarno, diciamolo, era più che atteso dopo la bellissima prima mondiale. Una grande accoglienza il film l'ha ricevuta anche a Sarajevo (entrambe le proiezioni hanno visto la partecipazione di più di 4.000 spettatori) in occasione della inaugurazione del Nono film festival di Sarajevo.
A Sarajevo abbiamo potuto vedere anche un'altra prima bosniaca. Si tratta del film di Srdjan Vuletic (già vincitore dell'Orso d'oro a Berlino per un documentario) dal titolo "Jesen u zlatnoj dolini" ("Autunno nella valle dorata"). E' la storia di un ragazzo minorenne che durante i funerali del padre viene a sapere che lo stesso ha lasciato debiti che adesso lui, secondo la tradizione e l'onestà popolare, dovrà pagare.
Un'altra prima interessante a Sarajevo è stata quella di un attore e regista bosniaco che da anni vive in Slovenia: è Branko Djuric (uno dei protagonisti di "No man's land") e il film si intitola "Kajmak e marmellata".
Un piacere del tutto particolare per tutti i cinefili è stata quella di poter incontrare a Sarajevo il famoso regista e attore Peter Mulan, che ha portato il suo film "Magdalen sisters", quello che l'anno scorso ha vinto il festival di Venezia.
Quest'anno a Sarajevo sono arrivati 161 film provenienti da 44 paesi diversi. Con il Festival anche la città sembra più sveglia e vivace. Le prime, i concerti, gli spettacoli per strada hanno portato un po' di rinfresco alla capitale bosniaca ancora sotto una cappa di 38 gradi…

Vai al sito ufficiale del Sarajevo Film Festival (15-23 agosto 2003)

Sul cinema balcanico vedi anche:

Locarno e Venezia, in concorso i film balcanici

Lettere al vento

Un documentario: Beograd Bar

I Balcani al Festival di Cannes

Altri festival in Bosnia:A Mostar la settima edizione del festival interculturale
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