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Bosnia: figli di genitori ignoti

29.10.2003   

Durante la guerra in Bosnia Erzegovina più di 20.000 donne sono state stuprate. Dopo quegli eventi terribili sono nati circa 500 ragazzi. Loro, oggi, hanno tra gli 8 e gli 11 anni
Giuliano Matteucci - Bambini in Kossovo
La guerra in Bosnia ed Erzegovina fortunatamente è un fatto del passato. Oggi si vive con tante speranze, l’arrivo della democrazia, la riconciliazione, la tolleranza… Bisogna andare avanti senza voltarsi molto. Ma ci sono persone, cosiddette `categorie`, che non riescono a farcela così facilmente neppure tanti anni dopo.
Le categorie delle vittime di guerra sono varie - vedove, invalidi, orfani… Neppure per loro è facile sopravvivere, ma almeno sono stati riconosciuti come vittime. C`è, invece, una categoria di persone assolutamente dimenticata, le donne vittime di stupro.
Ognuna delle 20.000 donne vittime di stupro in Bosnia Erzegovina ha una sua storia individuale. Queste donne non sono state solo vittime di guerra, ma lo sono anche oggi, abbandonate e dimenticate da tutti. Prima di tutto sono state abbandonate dai mariti, che non potevano `sopportare la vergogna’. Poi, sono state trascurate dallo stesso Stato che regolarmente in modo patetico richiama la loro tragedia. Sono poche le donne che sono riuscite a salvare il matrimonio, grazie al fatto di aver tenuto nascosto lo stupro. Molte di loro sopravvivono con soli 18 euro al mese.
Le donne stuprate in Bosnia non sono ancora riuscite neppure a ottenere lo status di `vittime civili di guerra’. La legge non le prende in considerazione e così non hanno diritto alla assistenza sociale e sanitaria.
La vicepresidente del partito SDA (Partito dell’Azione Democratica), Seada Palvric, dice che sarà molto difficile trovare una soluzione per queste persone per un motivo semplice - i soldi non ci sono. C’è una squadra di esperti che sta cercando di trovare una soluzione: “Anch’io, in quanto deputata al Parlamento, prometto che combatterò ancora più forte per i diritti delle donne, però non sono ottimista, perchè i soldi non ci sono – ha detto la Palavric (Vecernji List, 18.10.2003)
Le statistiche dicono che durante la guerra in Bosnia Erzegovina sono state violentate più di 20.000 donne. Per la maggior parte si tratta di donne musulmane imprigionate nei campi di concentramento serbi, come Visegrad, Foca e altri. Dai campi venivano liberate solo dopo il parto, così non potevano abortire.
Gli stupri hanno avuto un risultato `non desiderato’ - 500 ragazzi, che oggi hanno 11 anni. Tutti sanno che loro sono frutto di stupri di guerra. E’ difficile per le donne che sono state abbandonate dai mariti e rimaste sole con i figli. I ragazzi non sanno chi è loro padre, le madri dicono che è morto in guerra… Dallo Stato queste donne ricevono 18 euro al mese.
La commissione statale per le indagini sugli stupri di guerra sta ancora lavorando. Sono state fatte interviste con più di duemila donne e il materiale per le cause è enorme. Il presidente di questa commissione, Mirsad Tonaca, ritiene che le donne stuprate non siano vittime di un desiderio sessuale ma di un piano strategico. `Con gli stupri di massa i Serbi volevano seminare la paura e il panico. Sapevano che per le donne stuprate sarebbe stato molto difficile vivere con quella vergogna e che avrebbero sempre cercato di scappare.” Tonaca ritiene che non esista un profilo psicologico dello stupratore - ci sono dagli analfabeti agli intellettuali, singles e sposati, di varia età e classe sociale… Tra i casi più noti quello di Dragoljub Kinarac, di Foca, condannato a 25 anni di reclusione per lo stupro di 105 donne.
Le donne bosniache stanno ancora vivendo molteplici traumi, e oltre ai problemi psicologici devono affrontare pure problemi sociali e culturali. La dottoressa Vesna Vidovic del Policlinico psichiatrico di Zagabria ritiene che nonostante in Bosnia dopo la guerra ci siano stati molti team di esperti che volevano aiutare queste donne, solo una cura di lungo termine potrà alleviare le conseguenze delle violenze subite.

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