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Università albanesi: corruzione, sesso e soldi

18.05.2005    scrive Indrit Maraku

Un recente sondaggio del Centro per la ricerca e lo sviluppo mette in luce il livello di corruzione delle università albanesi. La maggior parte dei media locali marginalizza la notizia ed i docenti cercano di minimizzare il problema
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Gli studenti albanesi denunciano la corruzione dilagante nelle Università del Paese affermando che i loro professori sono corrotti e che in cambio di un esame chiedono soldi e prestazioni sessuali. Sono i dati di un sondaggio riportato negli ultimi giorni dai media locali, condotto su 1027 studenti in tutto il Paese dall'Ong Centro per la Ricerca e lo Sviluppo (Qkzh), con il supporto della fondazione americana "Soros".

I risultati sono stati resi pubblici in una tavola rotonda organizzata dal Qkzh con illustri dirigenti delle varie università albanesi. Questi ultimi si sono affrettati a minimizzare o a negare il nuovo scandalo a sfondo sessuale, accettando però col silenzio l'esistenza del fenomeno della corruzione.

I media hanno dato poca importanza alla denuncia studentesca, troppo presi dalla campagna elettorale in corso. In effetti non c'è stato nemmeno uno straccio di dibattito pubblico: la questione si è aperta e chiusa nel giro di un giorno.

Il sondaggio

Dei 1300 studenti contattati dal Qkzh, solo 1027 hanno accettato di rispondere - in forma anonima - alle 23 domande preparate. Gli intervistati sono studenti iscritti all'Università di Tirana - Politecnico, Università Agraria, Accademia delle Arti - all'Università di Elbasan e a quelle di Scutari e Valona. Il rapporto specifica anche che per il 74% si tratta di ragazze e il restante 26% ragazzi.

Già nella terza domanda del sondaggio si nota subito la poca credibilità delle procedure per l'esame di ammissione: interrogati sul lavoro delle commissioni esaminatrici, il 45% degli studenti dice che ci sono manipolazioni, il 33% esita a rispondere e solo il 22% ritiene che funzioni tutto bene. Il rapporto stilato in seguito al sondaggio sottolinea che "all'Università di Elbasan, più del 62% degli studenti ammette che ci siano manipolazioni", mentre le cifre più basse si registrano a Scutari dove solo il 33% ha risposto affermativamente a questa domanda.

Gli studenti hanno confermato che pagando sotto banco ci si possa iscrivere ad una facoltà anche senza l'esame di ammissione, ma il 66% non sa dire la somma esatta mentre il 18% esita a rispondere. Solo il 13% degli intervistati è capace di indicare una somma esatta: secondo questi ultimi, per iscriversi all'Università di Tirana (UT), non rispettando le regole e le procedure, sarebbero sufficenti circa 4 mila Euro. Nel rapporto del Qkzh si specifica che da un'analisi dei dati emerge che la cifra da sborsare a Tirana sarebbe circa il doppio di quella che serve nelle altre città.

Ma i professori non sono gli unici sotto accusa: anche le segretarie delle varie facoltà sembrano avere le loro responsabilità. Come fare un esame quando si è raggiunto il tetto massimo delle assenze a lezione? Il 55% si rassegna subito, ma c'è anche chi insiste: alcuni "trattano con le segretarie" (il 26%) per cancellare dal registro le assenze, mentre altri preferiscono risolvere la cosa allungando dei soldi sotto banco (13%). Ovviamente, come per le altre domande, c'è anche chi non risponde perchè teme ritorsioni (6%). E se la data dell'esame è passata non è un problema: si risolve con un "certificato medico" (44%), aggiustando il problema "con la segreteria" (21%) oppure "dando dei soldi al docente" (35%).

Alla domanda diretta "Come fai a passare gli esami?", solo il 4% ammette di pagare. A questi è stato chiesto di specificare i fattori dai quali dipende la somma da sborsare: il 35% dice che "le tariffe sono fissate dal professore", per il 46% "dipende dalla difficoltà della materia" e per il 19% "dal voto che si desidera". Addirittura il 90% degli studenti intervistati giudicano i loro professori come corrotti.

Per chi non vuol spendere sembra esserci anche un altro modo. Il 53% degli intervistati afferma di essere a conoscenza di casi in cui i professori chiedono prestazioni sessuali in cambio di un esame. Solo il 6% ammette però di aver vissuto personalmente un'esperienza del genere. Il rapporto non esita così a parlare di "abuso sessuale con gli studenti", tenendo presente che il 73% degli intervistati appartengono al gentil sesso.

Il silenzio

I media albanesi hanno dato poco spazio alle rivelazioni del sondaggio. "Gazeta Shqiptare" è sttao l'unico dei quotidiani a tiratura nazionale ad urlare in prima pagina allo scandalo. "Shekulli" ha messo la notizia all'interno delle pagine sui problemi sociali. "Korrieri" e "Panorama" sembrano averla snobbata. Stesso scenario anche sulle Tv.

Rettori e decani invece sono corsi ai ripari. Jani Dode, rettore dell'Università di Elbasan (la più accusata di corruzione) e uno degli oppositori più forti del sondaggio, ha passato la palla ai colleghi della capitale. "Non nego che ci sia corruzione, ma mai ai livelli delle altre università, specialmente a Tirana", ha detto. Shezai Rrokaj, rettore dell'UT (Università di Tirana), non ha esitato ad attaccare gli studenti, i quali "sono altrettanto colpevoli quanto coloro che sono stati accusati di corruzione".

Diffidente nei confronti del sondaggio anche Perparim Hoxha, rettore del Politecnico di Tirana, secondo il quale lo scandalo sessuale, "qualora fosse vero, avrebbe più a che fare con il carattere degli studenti che con quello dei docenti". Hoxha ha anche consigliato di "non fornire un quadro così fosco della situazione".

Il rettore dell'Università Agraria di Tirana è l'unico che ha ammesso di aver già sentito parlare di questo fenomeno: "Poco tempo fa – ha detto – ci sono stati alcuni casi in cui diversi genitori si sono lamentati di docenti che hanno molestato sessualmente i loro figli. Ma quando li ho invitati in ufficio a parlare concretamente, facendo dei nomi, se ne sono andati".

L'obiettivo del Qkzh di aprire un dibattito sui problemi delle università albanesi è comunque fallito. Della corruzione nelle facoltà si è parlato solo per un giorno: manca ancora il coraggio civile di denunciare chi abusa della propria carica di docente. Per gli studenti albanesi infatti "un professore sa sempre come fartela pagare".


- Il rapporto del Centro per la Ricerca e lo Sviluppo (PDF in lingua albanese)
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