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mercoledì 07 settembre 2022 15:40

 

Albania, rom dimenticati

20.07.2006   

Alto tasso d'analfabetismo, 71% di disoccupati, impossibilità di accedere a servizi basilari. La comunità rom in Albania versa in condizioni drammatiche. E viene supportata più dalle ONG che dalle istituzioni
Mario Salzano
Di Sonila Isaku – Koha Jone
Titolo originale: “Romët 64 përqind e të rinjve analfabetë”, 5 luglio 2006
Traduzione a cura di Marjola Rukaj


In Albania la maggioranza degli analfabeti appartiene alla comunità rom. Gli esperti ritengono in base a vari studi che questa minoranza abbia un altissimo tasso di analfabetismo tanto da raggiungere il 64% della popolazione per la fascia d’età tra i 7 e i 20 anni, e il 40 % della popolazione per la fascia da 20 a 40 anni.

Le condizioni delle loro abitazioni sono per lo più miserabili, si tratta infatti di capanne, tende, e baracche improvvisate senza servizi e senza il minimo indispensabile che garantisca il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie. Economicamente le famiglie rom in Albania vivono al di sotto la soglia della povertà. Il tasso di disoccupazione nella popolazione rom è del 71% mentre per l’intera popolazione albanese è del 18 %.

Mario Salzano
L’assunzione e l’integrazione dei rom nella società albanese viene quindi condizionata tra le altre cose anche dalla mancanza di istruzione e di formazione professionale. Inoltre la mancanza della dovuta registrazione all’anagrafe costituisce un ostacolo per un maggiore godimento di diritti e libertà fondamentali pari a tutti i cittadini della Repubblica d’Albania.

Spesso non godono appieno dei diritti di proprietà, non possono usufruire della sanità pubblica, e si è lontani dalla tutela dei diritti delle donne e dei minori. Questa comunità finora è stata più supportata da Organizzazioni non governative che dalle istituzioni.

Il punto dolente di tutta la società albanese è il traffico di donne e bambini rom. Nonostante ciò, risulta che la comunità rom non abbia la benché minima informazione sulla legislazione attualmente in vigore contro questi traffici. La strategia volta a includere i rom negli effettivi della polizia e in tutte le amministrazioni pubbliche a livello locale, e ad eleggere rappresentanti di questa comunità nel potere centrale risulta del tutto inattuata per il periodo 2003-2005.

Vi sono però alcuni suggerimenti per avviare un qualche miglioramento di questa situazione. Gli esperti che hanno monitorato le condizioni di vita dei rom, suggeriscono che il governo debba rivedere la propria strategia per renderla più efficiente avviando una rielaborazione che consideria sia strategie locali che nazionali. Un processo che deve essere realizzato coinvolgendo tutti i soggetti interessati.

Egualmente il governo deve rendere possibile l’allocazione di fondi specifici e avviare una più stretta collaborazione con gli enti donatori. Gli enti locali devono invece provvedere a programmare dei budget che includano fondi sufficienti per l’attuazione di una strategia d'integrazione a livello locale della comunità dei rom.

Mario Salzano
Vi è inoltre da aggiungere che è necessaria una migliore collaborazione con le ONG e la comunità rom nelle rispettive zone. La fondazione Soros in collaborazione con la sezione albanese del Comitato di Helsinki e il Centro per la tutela dei diritti del fanciullo hanno presentato recentemente i risultati di un monitoraggio sull’attuazione della strategia nazionale per il miglioramento della situazione dei rom in Albania.

Si tratta di un’ulteriore possibile risorsa per il governo per adottare una nuova strategia. Nel 2003 è stata deliberata dal Consiglio dei ministri una strategia per il miglioramento delle condizioni di vita dei rom. Ci si era prefissi una serie di obiettivi da raggiungere e delle attività concrete da attuare in diversi ambiti quali l’istruzione, l’eredità culturale e la tutela della famiglia.

Una particolare enfasi era stata posta sulle questioni economiche ed in particolare sulla disoccupazione, sulla povertà dilagante e sulla tutela dei diritti sociali. Altri obiettivi riguardavano materie come la sanità, le infrastrutture, l’ordine pubblico, la giustizia e l’amministrazione pubblica.

Nel 2005 la fondazione Soros aveva intrapreso un progetto per monitorare l’attuazione di queste strategie, nell’ambito di un proprio programma sulla società civile. Lo fece attraverso vari studi realizzati da esperti dell’OSFA, del Comitato di Helsinki, e del CRCA, e si arrivò ad una valutazione dell’attuazione della startegia nel periodo 2003-2005.

Si è trattato di un monitoraggio svoltosi in alcune delle città principali del paese come Tirana, Fier, Korça, Elbasan e Scutari. Si mirava a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’andamento di questa strategia nel periodo 2003-2005, formulare eventuali suggerimenti per agevolare una migliore integrazione della comunità rom con le altre comunità, accelerare l’integrazione sociale, e migliorare lo status economico dei rom in tutta l’Albania.
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