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mercoledì 07 settembre 2022 17:33

 

Causa contro Boutros Boutros Ghali e Kofi Annan

09.03.2002   

Un gruppo di donne di Srebrenica hanno fatto causa ai responsabili ONU che non seppero impedire il massacro nella città bosniaca. “Non capiamo perché non debbano rispondere anch’essi di determinate responsabilità”.
Davanti ai giudici di Bruxelles, dopo la recente causa mossa contro Sharon per il massacro nei campi palestinesi di Sabra e Shatila, potrebbe finire anche la causa che le donne di Srebrenica hanno mosso contro 18 ufficiali delle forze internazionali. Per la morte di 10. 000 persone innocenti, potrebbero essere accusati nomi come Boutros Boutros Ghali, Kofi Annan, Yasushi Akashi, Thorvald Stoltenbergh, Carl Bildt, Dawid Owen. Ma perché questa causa verrà presentata proprio a Bruxelles? Per un motivo semplice, perché la legislazione belga prevede che si possano avviare processi per crimini di guerra perpetrati in qualsiasi luogo del pianeta. “E dopo il caso di Sabra e Shatila, abbiamo deciso di farlo anche noi” dichiara Ibran Mustafic, presidente dell’associazione “Madri di Srebrenica”.
La causa verrà seguita dall’avvocato americano, Prof. Francis Boyl che da anni è in contatto con l’associazione. Questo tentativo con il tribunale belga viene fatto dopo un altro, fallito, con il Tribunale Internazionale de L’Aja. Una delegazione di Srebrenica, composta da
quattro membri si era rivolta alla procuratrice del TPI Carla del Ponte il 4 febbraio del 2000. La delegazione riteneva che per la morte di 10.000 civili nella zona protetta di Srebrenica, la responsabilità doveva essere assunta anche dai rappresentanti delle Nazioni Unite. “Ricevuta la richiesta di messa in causa, la signora Del Ponte rispose, per voce del suo vice Graham Built, che Boutros Boutros Ghali, Kofi Annan erano a Srebrenica per una missione di pace e che la causa non sarebbe stata presa seriamente in considerazione”.

“Ci inviò in seguito un messaggio in cui ci disse che ci avrebbe incontrato in occasione della sua prevista visita a Sarajevo”. L’informazione del suo arrivo arrivò all’ultimo momento e l’associazione riuscì a raccogliere solo 300 donne di Srebrenica affinché partecipassero all’incontro. Continua a raccontare Mustafic “L’incontro durò due ore e mezza e ai giornalisti non venne permesso di partecipare. Alle nostre insistenze la Sig. Del Ponte rispose che “Boutros Boutros Ghali, Kofi Annan e altri erano a Srebrenica, ma non hanno ucciso nessuno”. Io le risposi che neppure Milosevic, Karadzic e Mladic uccidevano di persona e che se Srebrenica era una zona sotto protezione delle Nazioni Unite qualcuno di quell’organismo avrebbe dovuto rispondere di una qualche responsabilità”. (Oslobodjenje, 5.marzo, 2002)
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