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mercoledì 07 settembre 2022 14:53

 

Slovenia: una petizione contro la censura

28.09.2007   

La doccia per Janez Janša è freddissima. A pochi mesi dall'inizio della presidenza slovena dell'Ue i giornalisti del paese fanno sentire forte la loro voce di protesta per lo stato preoccupante della libertà di stampa in Slovenia. Riceviamo e pubblichiamo
La Slovenia è stata spesso descritta come una storia di successo tra le transizioni dell'Est. Ora i suoi giornalisti si ribellano e fanno sentire forte la loro voce di protesta per lo stato preoccupante della libertà di stampa nel paese governato da Janez Janša. 438 firme autorevoli da tutti i media del paese e di tutte le età confermano che in Slovenia la libertà di espressione è sotto torchio. Una lettera forte, volutamente semplice e chiara, da cui trapela anche la preoccupazione per il complice silenzio di un'Unione Europea indifferente a temi che un tempo erano parte della sua identità e che dovrebbero esserlo ancora.

PETIZIONE CONTRO LA CENSURA E LE PRESSIONI POLITICHE SUI GIORNALISTI SLOVENI

Noi, giornaliste e giornalisti sloveni accusiamo il premier Janez Janša di limitare la libertà di espressione.

Dopo le elezioni del 2004 il governo di centrodestra ha iniziato a manipolare le quote di capitale statale nelle maggiori imprese slovene comproprietarie dei mezzi d'informazione. Con le modifiche apportate alla struttura di proprietà ha reso possibile la sostituzione di gran parte dei presidenti dei consigli d'amministrazione, dei membri dei comitati di controllo e dei redattori dei principali media sloveni. Con ciò ha creato una piramide decisionale informale ma efficace. I nuovi direttori ed i redattori non rispettano l'autonomia dei giornalisti e censurano quei contenuti giornalistici che sono critici nei confronti del potere.

L'ingerenza del governo e del maggior partito di governo (il Partito democratico sloveno - SDS) nei media è stata ammessa in una lettera pubblica il 12 giugno 2007 dall'ex segretaria di stato presso il ministero dell'Economia Andrijana Starina Kosem.

La coalizione governativa con l'aiuto della maggioranza parlamentare ha varato la nuova legge sulla RTV Slovenia che ha rafforzato il controllo del governo sulla radiotelevisione pubblica.

La censura nei media sloveni viene attuata in diversi modi. Il primo è la modifica dei contenuti degli articoli senza l'approvazione dell'autore. Il secondo è la non pubblicazione, il più delle volte senza spiegazioni, di articoli precedentemente richiesti dai redattori. Il terzo è la limitazione imposta all'informazione su temi politicamente delicati e, su alcuni mezzi d'informazione, il divieto di pubblicare commenti a firma di opinion makers invisi al governo. Molti giornalisti vengono licenziati, altri degradati, trasferiti o discriminati.

A questa protesta si associano anche i giornalisti dei media che non sono sotto il controllo del governo, i giornalisti che collaborano con i media stranieri e coloro che a causa di insostenibili pressioni hanno abbandonato la professione giornalistica, sono andati in pensione o hanno cercato un impiego in altri media.

Una lettera con un contenuto analogo è stata già recapitata ai capi di stato, presidenti del parlamento e ai premier di tutti gli stati membri dell'Unione Europea nonché a varie organizzazioni giornalistiche di tutto il mondo.

Il primo gennaio 2008 la Slovenia inizierà il suo turno di presidenza dell'UE. Quale saraà il messaggio mediato ai cittadini dell'Unione Europea se a presiederla saraà un paese in cui le pressioni sui giornalisti stanno diventando prassi quotidiana e dove si afferma un metodo di governo autoritario a danno della democrazia e della libertaà di stampa? La presidenza in mano ad uno stato come questo è un segnale preoccupante per il presente e ancor di più per il futuro dell'Unione Europea.

Lubiana, 10 settembre 2007


Seguono 438 firme dei più noti giornalisti sloveni (TV Slovenia, Radio Slovenia, TV Capodistria, Radio Capodistria, Delo, Dnevnik, Večer, Primorske novice, Mladina, Direkt, Nedeljski dnevnik, Pop TV e altri media) Tutti i nomi

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