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mercoledì 07 settembre 2022 17:32

 

Obiettori in piazza a Travnik

17.05.2002   

In occasione della giornata mondiale a favore dell’obiezione di coscienza numerose le iniziative in Bosnia. Ne abbiamo parlato, tra gli altri, con Denis Kaijc attivista del gruppo SkaArt di Mostar.
Travnik, cuore della Bosnia. E’ stata proprio questa bellissima cittadina, luogo natale di Ivo Andric, ad essere stata scelta come sede per una serie di attività sotto il segno dell’obiezione di coscienza. Con quattro pulmann sono arrivati attivisti dall’intera Bosnia Erzegovina. Sono stati organizzati una decina di concerti , “workshop creativi”, proiezioni di cortometraggi.
La giornata a favore dell’obiezione di coscienza dello scorso 15 maggio è stata vissuta in tutta la Bosnia in questo clima festoso.

A Sarajevo invece è stato organizzato un incontro durante il quale si sono discusse le norme attualmente vigenti in BiH in merito al servizio civile. Presenti esperti giuridici internazionali che si sono confrontati con il “team” legale delle organizzazioni bosniache che in questi anni stanno promuovendo la Campagna. Il giorno precedente gli attivisti della Campagna erano scesi anche qui nelle strade invitando i giovani a firmare per una petizione a favore dell’obiezione. “Non è la prima campagna che abbiamo fatto sino ad ora” ha affermato Darko Brkan, attivista di Sarajevo, “ma è certo la più complessa. Siamo usciti nelle strade di sette città della BiH ed il culmine di queste nostre attività è stata poi la giornata che si è svolta a Travnik”.
“Un bel risultato: queste iniziative hanno contribuito a dare visibilità e far conoscere il nostro lavoro” ha dichiarato in un’intervista all’Osservatorio Denis Kaijc, attivista del gruppo SkaArt di Mostar “in Bosnia esistono sette centri regionali della campagna a favore dell’obiezione di coscienza. Sono tutti oramai aperti e funzionano bene. Le attività dei centri consistono
nel fornire informazioni sulla campagna stessa, nel dare consulenza ai ragazzi che intendono optare per il servizio civile, nel curare i rapporti con i media ecc.”.

Ultimamente la Campagna è entrata anche nelle scuole. “L’informazione sull’obiezione di coscienza nelle scuole viene fatta su tutto il territorio nazionale” ha sottolineato Kaijc.

“Certo le difficoltà non mancano” ha chiarito sempre quest’ultimo “siamo un movimento variegato costituito da Ong, associazioni, gruppi locali, da femministe, anarchici, antimilitaristi … si riuniscono diversi punti di vista e diversi obiettivi … se per alcuni la Campagna ha lo scopo di far approvare una nuova legge sull’obiezione per altri non è che il primo passo verso un’ideale abolizione delle strutture militari”.

Denis Kaijc ha voluto poi ricordare che i movimenti che aderiscono alla Campagna promuovono anche altre iniziative. “Il 5 maggio scorso, giorno del secondo turno delle presidenziali in Francia, abbiamo organizzato una manifestazione contro le derive fasciste e nazionaliste di fronte all’ambasciata francese a Sarajevo. Eravamo una trentina di persone, molti giornalisti e moltissimi poliziotti. L’azione è andata benissimo ed ha ricevuto grande spazio sui media … è stato un successo ed ha dimostarto come l’attivismo sociale debba uscire dalle aule e dai luoghi dei seminari per arrivare nelle strade, nelle fabbriche, nei campi profughi, di fronte alle ambasciate …”.

La televisione federale ha dato grande spazio alle iniziative del 15 maggio. Secondo Matita Dobrinic, vice ministro della difesa della Federazione BiH, il numero di applicazione a favore del servizio civile sarebbe salito quast’anno a 200, mentre l’anno scorso si erano limitate ad una trentina. Manca però ancora una definizione, da parte delle autorità competenti, degli spazi e dei luoghi dove il servizio civile si possa svolgere ma, visti i risultati ottenuti sino ad ora dalla Campagna, il giorno in cui si arriverà alla definizione di questi aspetti non sembra così lontano.

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