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Albanesi di Macedonia, divisi più che mai

13.07.2006    Da Tetovo, scrive Alma Lama

Dopo le elezioni politiche in Macedonia in cui ha vinto l’opposizione, gli albanesi rimangono divisi e schiacciati sui rispettivi schieramenti politici, la DUI di Ali Ahmeti e il DPA di Arben Xhaferri. Reportage tra gli albanesi di Macedonia
Ali Ahmeti, Nikola Gruevski, Arben Xhaferri
"Makedonia" e il nome dell’albergo più grande di Tetovo, una città composta per il 90% da albanesi. Da pochi mesi è stato privatizzato ed il ristorante e l'unica cosa che sostiene l’economia di tregua. Il suo proprietario, un uomo sui cinquanta, si inchina e saluta i clienti chiedendo loro se desiderano qualcosa. Un simpatico intrattenitore. Il suo albergo è diventato il luogo d’incontro dei membri dei partiti che nell’ultimo mese si sono scontrati duramente, a volte con l’impiego delle armi. I giornalisti albanesi e alcuni osservatori hanno trovato alloggio in questo albergo. I politici albanesi entrano per incontrare i giornalisti che li attendono. Gli acronimi dei due principali partiti albanesi, DUI (Unione democratica per l’integrazione) e PDA (Partito democratico albanese), sono le parole che vengono pronunciate più spesso su tutte le tavole. Ad un giorno dalle elezioni politiche la cosa non sorprende di certo.

La mattina del 6 luglio, il giorno dopo le elezioni, per la strada manifesto con il ritratto del leader della DUI Ali Ahmeti è tutto macchiato. Il manifesto imbrattato rimanda alle forti rivalità e alle divisioni interne tra gli albanesi di Macedonia. Ma altri ritratti dell’ex leader politico dell’UCK nel conflitto armato del 2001 sono ovunque, anche nella capitale dove vivono molti albanesi. Mentre il suo antagonista politico Arben Xhaferri, storico leader del DPA, ha preferito dei manifesti rossi con scritto solamente "Noi crediamo…". Blu e rosso sono i due colori che dominano Tetovo e nelle altre città albanesi della Macedonia.

Nel giorno delle votazioni non c’è segno degli incidenti armati verificatisi durante la campagna elettorale tra i due partiti albanesi, anche se non mancano episodi che hanno fatto discutere. A Kercova, un bastione di Ali Ahmeti non ci sono stati episodi gravi. Una Ong ha segnalato alcuni casi di votazione in gruppo. Ma nel villaggi di Osllome e Zajas i commissari del PDA si sono ritirati, sostenendo che le scatole fossero pieno di voti falsi.

Tra le città e i villaggi alcune speculazioni si diffondono in modo repentino. Si parla di gruppi armati, ma nessuno li ha visti. Il 5 luglio a mezzanotte le armi c’erano, tanto a Tetovo che a Skopje, nel quartiere Chair dove vivono gli albanesi, ma erano quelle di chi festeggiava la vittoria sparando.

Afrim Neziri un giovane che incontriamo nella piazza recentemente dedicata a Skenderbeg - celebre eroe nazionale degli albanesi – non ha motivo di festeggiare, non ha avuto un lavoro fino ad ora e non crede che lo avrà sotto il governo del nuovo premier Nikola Gruevski. "Guarda il nostro quartiere - dice Afrim - cambia come la notte con il giorno rispetto alla parte di città in cui vivono i macedoni".

Gli albanesi hanno i loro piccoli esercizi commerciali da questa parte ma se non ci fossero le rimesse degli emigrati la situazione sarebbe di gran lunga peggiore. E proprio per questo Afrim non capisce i suoi amici che gioiscono e sparano per festeggiare il dopo elezioni.

L’intellettuale e giornalista Kim Mehmeti non ha pietà per alcuno degli schieramenti politici, e ribadisce che festeggiare con le armi e la cosa più stupida che si possa fare. "Le elezioni non sono una guerra per la vita o per la morte, ma una competizione dove tutti i partiti politici promettono una vita migliore". Tuttavia la battaglia tra i partiti albanesi non sembra cessare. La DUI di Ali Ahmeti è riuscita ad ottenere il 12,4 % dei voti in tutta la Macedonia, mentre il DPA di Arben Xhaferri il 7,5%.

Ahmeti è deciso a sostenere di rappresentare la maggioranza degli albanesi, e questo lo ritiene un buon motivo per voler essere parte anche del nuovo governo, mentre Xhaferri ribadisce che il partito VMRO-DPMNE è il loro alleato naturale. Secondo Xhaferri in nessun paese si fanno le coalizioni secondo i numeri, aggiungendo che solitamente vengono fatte secondo i concetti politici. Ricordiamo che la DUI era parte della coalizione del governo uscente, con il Partito socialdemocratico di Vlado Buckovski, mentre il DPA era all’opposizione con la VMRO-DMPNE di Nikola Gruevski.

Ora i diplomatici occidentali a Skopje stanno negoziando per trovare un punto d’intesa tra gli albanesi, che questa volta hanno avuto come nemico loro stessi.

Nel Parlamento macedone ci saranno 29 deputati albanesi, il numero più grande di deputati che abbiano mai avuto. Durante la campagna elettorale alcuni intellettuali avevano chiesto ai partiti politici albanesi di Macedonia di riunirsi e diventare la seconda forza politica del paese, però questa iniziativa non ha avuto successo, ed oggi sono più divisi che mai.

"Gli albanesi che non hanno votato, hanno difeso la dignità degli albanesi di Macedonia” - dice Kim Mehmeti – “Naturalmente quelli che non hanno votato per rinforzare la rivolta e le discordanze tra i partiti”. Solamente il 45% degli albanesi di Macedonia sono andati a votare, mentre l’affluenza complessiva alle votazioni è stata del 55%.

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