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Rapporto Mercep

18.01.2007    Da Osijek, scrive Drago Hedl
La CIA pubblica un rapporto sul ruolo di Tomislav Mercep nei crimini di guerra commessi contro civili serbi in Croazia. Come per il caso Glavas, le indagini potrebbero condurre direttamente a Seks, potente presidente del parlamento croato. Pressione sul governo Sanader
Traduzione per Osservatorio sui Balcani: Ivana Telebak

Tomislav Mercep (foto Feral Tribune)
La CIA americana potrebbe fare pressioni perchè venga condotta un'indagine contro Tomislav Mercep, il cui nome già da una decina di anni viene collegato ai crimini di guerra commessi contro i civili serbi a Vukovar, a Pakracka Poljana, a Gospic e a Zagabria. Il rapporto che la CIA ha pubblicato all’inizio dell’anno sui suoi portali web, dal titolo “Croazia: il ruolo di Tomislav Mercep nei crimini”, e che poi è stato ripreso dai principali media della Croazia, ha scosso la Zagabria ufficiale. Il fatto che il materiale della CIA sia stato pubblicato come documento declassificato è spiegato dagli analisti anche come una pressione nei confronti della Croazia, poiché fino ad ora da sola non ha fatto nulla per indagare se Mercep fosse veramente responsabile per la morte di varie decine di persone. Anche il Tribunale dell’Aja ha condotto una ricerca su questo caso, ma a causa della sua strategia d’uscita, secondo la quale deve concludere i processi entro il 2008, non è riuscito anche a portarla a termine, così una quantità enorme di materiale, riguardo l’attività di guerra di Mercep, raccolta nell’arco di anni, nel mese di maggio dell’anno scorso è stata consegnata alla Croazia. L’Aja ha fatto tutto ciò nell’ambito di un accordo con il governo croato, secondo il quale le indagini non concluse (ma anche alcuni processi, per esempio, dei generali già accusati come Mirko Norac e Rahim Ademi) vengono lasciate alla giustizia croata.

Nonostante il documento della CIA non contenga niente che non fosse già noto, e per la maggior parte ripeta tutto quello che fino ad ora si è conosciuto sul ruolo di Mercep durante la guerra, e di cui negli ultimi dieci anni hanno scritto i media croati, per il governo del premier Sanader tutto ciò è abbastanza scomodo. Ancora di più perché nel rapporto della CIA è scritto che il governo croato era al corrente già nel 1992 dei crimini che vengono posti in relazione con Mercep, ma che non ha fatto niente perché alcuni funzionari politici di alto livello temevano che l’arresto e l’indagine contro Mercep potesse destabilizzare la situazione politica. Il governo quindi non ha fatto niente, c’è scritto nel rapporto dei servizi americani, nella speranza che l’intero caso venisse dimenticato.

E nonostante il fatto che da allora siano passati quasi 15 anni, le cose riguardo Mercep, per quanto concerne l’indagine, non sono cambiate. A dire il vero, lui oggi non è più membro del partito di governo, l’Unione democratica croata (HDZ), che lasciò alla fine degli anni novanta fondando un partito proprio, del tutto marginale - il Partito croato popolare (HPS); non è più nemmeno membro del Parlamento, ruolo che gli era stato attribuito dal primo presidente croato Franjo Tudjman che, secondo la Costituzione, a prescindere dai risultati elettorali poteva nominare cinque deputati; Mercep oggi non è più un personaggio politico importante, come lo è stato nel 2000 quando si candidò per alla presidenza della Repubblica. Comunque sia, l’indagine contro di lui non è in corso.

Il professor Zarko Puhovski, presidente del Comitato croato di Helsinki per i diritti umani (HHO), dice che la sua organizzazione già nel 1996 aveva consegnato al procuratore di Stato l’elenco dei civili serbi scomparsi a Vukovar nella primavera del 1991, nel periodo in cui il locale segretario per la difesa popolare era Tomislav Mercep. La gente di Mercep arrestava i civili, li interrogava e poi si perdeva ogni loro traccia. L’HHO, dice Puhovski, nel 2002 ha di nuovo consegnato alla Procura di Stato l’elenco con le ulteriori informazioni sulla scomparsa di 19 cittadini di nazionalità serba di Vukovar, arrestati dai soldati di Mercep e dei quali si è persa ogni traccia. Ma non è successo niente, ribadisce Puhovski.

Anche il governo croato sapeva della scomparsa dei serbi a Vukovar nella primavera del 1991 perché di questo, in forma scritta, era stato informato da alcuni membri del potere locale, croati che erano contrari a quello che Mercep faceva. Dopodiché Mercep fu ritirato da Vukovar e fu messo al posto di consigliere del ministro degli Affari Interni. Ma, presto, formò di nuovo un’unità militare e si recò a Pakracka Poljana.

Nel mese di settembre 1997, il settimanale “Feral Tribune” pubblicò una confessione scioccante di Miro Bajramovic, uno dei membri dell’unità di Mercep che si trovava a Pakracka Poljana, vicino alle posizioni delle forze dei serbi ribelli nella Slavonia occidentale. Bajramovic raccontò dettagliatamente i crimini commessi dal gruppo di Mercep, come arrestavano e torturavano i civili per poi ucciderli. Quando la sua testimonianza fu pubblicata sul giornale, lui ed alcuni altri combattenti, appartenenti all’unità di Mercep, furono arrestati e poi processati. Ma anche in quell’occasione nessuno toccò Mercep.

La storia di Mercep è diventata attuale di nuovo nel mese di maggio dell’anno scorso, quando alla polizia dell’Aja si è consegnato Munjib Suljic, uno dei membri della sua unità. Suljic è stato condannato in Croazia per crimini di guerra, ma è scappato dal paese e non si sapeva dove si trovasse, finché non si è presentato da solo davanti agli inquirenti dell’Aja. Ma L’Aja lo ha consegnato alla Croazia. Suljic, che veniva considerato uno dei testimoni principali nel possibile processo contro Mercep, è morto di carcinoma tre mesi dopo, nell’agosto 2006.

Quando si è iniziato a parlare di un possibile processo contro Mercep, quest’ultimo ha più volte ripetuto che – se ciò fosse accaduto - non avrebbe risparmiato nessuno, affermando che i suoi superiori erano al corrente di tutto quello che lui stava facendo. Mercep allora ha esposto una possibile tattica di difesa, che più tardi - quando fu accusato di crimini di guerra - ha seguito anche Branimir Glavas. Anche Glavas, attualmente in libertà dopo che l'indagine nei suoi confronti è stata temporaneamente sospesa a seguito della malattia provocata dallo sciopero della fame, ha detto di non aver fatto niente da solo e che sopra di lui, nel periodo in cui i crimini di cui viene incolpato furono commessi, si trovava Vladimir Seks, l’attuale presidente del Parlamento.

Sia Mercep che Glavas nel 1991 furono segretari per la Difesa popolare, il primo a Vukovar, il secondo a Osijek. Il superiore di entrambi era Seks che, nell’estate e nell’autunno del 1991, ricopriva il ruolo di presidente del Comitato di crisi per la Slavonia e la Baranja, l’organo che coordinava le attività del potere civile e militare all’inizio della guerra.

Gli analisti credono che il motivo per cui il potere giudiziario non abbia perseguito Mercep, e il motivo per cui l’indagine contro Glavas stia procedendo in modo inspiegabilmente lento e l'imputato sia stato rilasciato dalla prigione dopo lo sciopero della fame, stia nel collegamento di entrambi con Seks, attuale presidente del Parlamento. Perché nell’anno delle elezioni, considerano gli osservatori, per il premier Sanader, presidente dell'HDZ, sarebbe difficile rinunciare a Seks. Questo farebbe vacillare il suo partito e, prima delle elezioni che dovranno tenersi entro la fine dell’anno, il premier non se lo può permettere.
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