Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
mercoledì 07 settembre 2022 16:39

 

L’ombra dell’Aja sul processo Glavas

17.10.2007    Da Osijek, scrive Drago Hedl
Presso il Tribunale di Zagabria è da poco iniziato il processo per crimini di guerra contro l’ex generale e parlamentare Branimir Glavas. La recente e discussa sentenza emessa dal TPI dell’Aja contro la “trojka” di Vukovar potrebbe influire pesantemente su questo processo
“Onorevole giudice, non mi sento colpevole”, sono le parole pronunciate all’inizio del processo per crimini di guerra, il 15 ottobre scorso presso Tribunale di Zagabria, da Branimir Glavas, generale in pensione e fino a due anni fa uno dei membri più influenti dell’Unione democratica croata (HDZ), il partito dell’attuale premier Ivo Sanader. Glavas e i sei suoi ex commilitoni sono sotto processo col sospetto di essere responsabili della morte di almeno 12 civili serbi di Osijek, nella Croazia orientale, durante la guerra nel 1991 e 1992.

In abito scuro, camicia azzurra e cravatta a righe nere e rosse, aiutandosi con il bastone mentre entrava in aula, il 51-enne Glavas, durante il primo giorno di processo, ha affrontato le accuse che lo incriminano di essere, per responsabilità di comando, colpevole di comportamento inumano e della morte di due civili che da prigionieri furono interrogati e torturati, e alla fine uccisi nel garage accanto al suo ufficio di guerra.

La seconda accusa, in questo processo a procedura unificata, lo incolpa - come principale accusato - di essere responsabile, insieme agli altri sei ex commilitoni, della morte di almeno 10 civili. La sua segretaria di guerra, anche lei accusata del medesimo crimine, nell’indagine lo ha accusato di averle impartito gli ordini su chi doveva essere arrestato, ordini che lei poi riferiva al comandante dell’unità che li eseguiva. I civili venivano portati nella cantina di una casa nel centro di Osijek, venivano interrogati, fisicamente maltrattati, e poi, con le mani e la bocca legati con un nastro adesivo, venivano condotti sulla riva del fiume Drava dove venivano uccisi con una pallottola alla nuca.

Glavas è il primo politico in Croazia processato per crimini di guerra. Per anni è stato prefetto di una delle 20 circoscrizioni della Croazia e più volte è stato eletto al parlamento croato. La sua carriera militare, eccetto per un breve periodo in cui ricopriva l’incarico di ispettore principale dell’Esercito croato, si è conclusa subito dopo la guerra nel 1993.

Con l’Unione democratica croata (HDZ), di cui è stato uno dei fondatori, si è separato nel 2005. L’attuale premier e presidente del HDZ Ivo Sanader lo aveva escluso dal HDZ, secondo la motivazione data all’epoca, “per attività contraria al programma del partito”. Formalmente, lo scontro fu suscitato dalla spinta al regionalismo da parte di Glavas, ma gli ambienti vicino a Sanader affermano che il premier aspettava solo una buona occasione, perché Glavas gli era ormai diventato di peso, a causa del suo passato bellico e a causa delle lamentele sollevate dalla comunità internazionale. Glavas, dopo essere stato espulso dal HDZ, ha fondato il proprio partito regionale col quale ha vinto le elezioni locali nella primavera del 2005.

Dal momento che poco dopo questa vicenda, contro Glavas è stata avviata l’indagine sul possibile coinvolgimento in crimini di guerra, egli ha sfruttato questo fatto per piazzare le affermazioni secondo le quali contro di lui stanno facendo un processo politico montato. E su questa posizione è rimasto fermo per tutto il periodo dell’indagine e prima di andare in carcere, nella primavera di quest’anno, con atteggiamento di sfida ha passeggiato tutto il giorno per Osijek con indosso la divisa da generale, per poi in serata recarsi in carcere e davanti alla porta, prima di entrare, tenere un acceso discorso politico. Ha ripetuto la tesi sul processo politico montato e ha attaccato fortemente il premier Sanader e il presidente del Parlamento Vladimir Seks, affermando che sono proprio questi due i responsabili del suo maltrattamento.

Fino ad ora si era limitato a questo. Ma quattro giorni prima dell’avvio del processo, i suoi colleghi di partito hanno fatto vedere ai giornalisti una videoregistrazione dove Glavas si rivolge ai suoi elettori, prima delle imminenti elezioni parlamentari. Il messaggio è stato registrato segretamente mentre Glavas si trovava in cura all’ospedale civile di Osijek. Il potere giudiziario ha approvato in modo tacito la possibilità di lasciarlo per mesi all’ospedale civile invece di quello del carcere, dove ha goduto di privilegi impensabili per dei semplici carcerati. Comunque, sulla videoregistrazione ha di nuovo accusato il premier e il presidente del parlamento per avergli già scritto la sentenza e ha chiesto agli elettori di non votare il loro partito, la HDZ. “Votare per la HDZ è votare per la mia galera”, ha detto Glavas sulla videoregistrazione.

Nonostante il processo contro Glavas sia iniziato poco più di un mese prima delle elezioni parlamentari in Croazia, gli analisti ritengono che non inficerà molto le possibilità del partito del premier Ivo Sanader. Secondo i risultati dei sondaggi la HDZ è dietro del due-tre percento rispetto al partito dell’opposizione, il Partito social democratico, ma nelle ultime settimane il suo rating sta crescendo.

Gli analisti comunque fanno notare che l’inizio del processo è coinciso con la sentenza scandalosa del Tribunale dell’Aja per i crimini commessi a Vukovar, e che una sentenza con condanne così leggere potrebbe avere una forte influenza sul processo Glavas e sugli altri processi per crimini di guerra che sono in corso nei tribunali croati.

Jaroslav Pecnik, dell’ufficio del Comitato croato di Helsinki, l’organizzazione non governativa che segue la situazione dei diritti umani, dice che ora i giudici che stanno conducendo questi casi si trovano sotto la forte pressione dell’opinione pubblica, che non vuole che vengano processati i croati, mentre i crimini commessi dai serbi all’Aja praticamente rimangono impuniti.

Il processo a Glavas che è appena iniziato, mostrerà se la giustizia croata sarà in grado di resistere a queste pressioni.
Consulta l'archivio