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Rigassificatore, si procede

30.07.2007    scrive Franco Juri

Qualche mese fa la notizia era stata smentita da governo sloveno e autorità locali. Ma il progetto di costruire un rigassificatore a Caposistria è più di un'illazione. Sul tavolo del ministro dell'Economia i progetti della tedesca TGE
Come rivelato in aprile dal quotidiano Dnevnik e poi riportato da Osservatorio sui Balcani l'ipotesi di un rigassificatore a Capodistria (Koper) è ora un progetto concreto la cui documentazione, da mercoledì scorso, è sul tavolo del ministro dell'Economia sloveno Andrej Vizjak.

La società tedesca TGE Gas Engeenering ha infatti inoltrato richiesta formale per la costruzione di un impianto di rigassificazione LGN (3 miliardi di metri cubi all'anno con possibilità di raddoppio a breve termine) nell'area del porto capodistriano.

L'idea del progetto, in incubazione da alcuni mesi, era trapelata due mesi e mezzo fa da un'intervista concessa da Robert Časar, direttore dell'ente portuale sloveno, al quotidiano Dnevnik.

Vista la reazione dell'opinione pubblica e dei partiti capodistriani, erano poi scattate le smentite. Il premier Janez Janša, presidente del partito al quale sono affiliati sia Časar che il ministro Vizjak, aveva negato di essere al corrente di un tale progetto attribuendo le „dicerie“ alla stampa malintenzionata.

Dello stesso tono era stata la prima uscita pubblica su questo tema del sindaco di Capodistria Boris Popovič che, pur opponendosi all'eventualità di un rigassificatore nella propria città, aveva stigmatizzato la „campagna denigratoria di Dnevnik nei confronti del governo“, intendendo per „campagna denigratoria“ le notizie pubblicate sulla possibilità di un impianto di rigassificazione a Capodistria.

Ma Dnevnik aveva poi pubblicato le dichiarazioni di un alto esponente della multinazionale tedesca interessata al progetto in Slovenia che smentiva nei fatti l'atteggiamento negazionista del governo.

Oggi quanto annunciato e smentito allora è una realtà documentata. Il governo conferma che la richiesta con tanto di documentazione è stata inoltrata e che nei prossimi giorni verrà valutata attentamente.

Dopo di cui continueranno le procedure per l'avvio della valutazione d'impatto ambientale (VIA) e l'ottenimento dei necessari permessi. Lo stesso governo sloveno, incalzato da ambientalisti e opinione pubblica, nonché da una petizione transfrontaliera che aveva raccolto oltre 40 mila firme, aveva a più riprese espresso contrarietà a due progetti di rigassificatori nel golfo di Trieste, la cui costruzione è osteggiata da tutti i comuni rivieraschi e da qualche tempo ormai non più sostenuta nemmeno dalla giunta Illy.

La società tedesca sostiene che la tecnologia proposta per il rigassificatore di Capodistria sarebbe più compatibile con le esigenze ambientali di quanto lo siano i rigassificatori spagnoli considerato che lo scambio termico necessario alla rigassificazione si avvale di un processo che non implica il raffreddamento del mare, bensì l'uso di una termocentrale a gas.

La TGE Gas Engeenering annuncia così un vera e propria offensiva promozionale in Slovenia con lo scopo di convincere, oltre alle autorità nazionali e locali, pure l'opinione pubblica. Ma nessuno accenna al problema di fondo di un rigassificatore nel porto; quello della vicinanza dei centri abitati e l'arrivo di un centinaio di gigantesche metaniere all'anno nel porto cittadino, già ora sotto pressione per l'intenso traffico marittimo che esige nuove banchine e nuove infrastrutture. A scapito della città e della minutissima e bistrattata costa slovena.

Capodistria per voce del sindaco Popovič però ribadisce il suo no al progetto e lo stesso ministero dell'Ambiente continua a promettere estremo rigore. Ma nel governo in realtà serpeggia il possibilismo. Il ministero dell'Economia è in linea di principio favorevole e la direzione del porto, che politicamente fa capo al partito di Janez Janša, altrettanto.

Inoltre la multinazionale tedesca ha trovato un disponibilissimo quanto sorprendente alleato nell' Associazione dei movimenti ecologisti (ZEG-Zveza ekoloških gibanj) di Karel Lipič; un movimento ambiguo e slegato dai verdi sloveni e da molti sospettato di essere sponsorizzato. Lo ZEG l'anno scorso, in una conferenza organizzata a Pirano insieme a Legaambiente, aveva fortemente osteggiato i due rigassificatori nel golf odi Trieste e aveva promosso un'iniziativa per la tutela dell'alto Adriatico. Ora la svolta. Lipič ribadisce l'opposizione ai rigassificatori italiani , ma esprime la sua fiducia nei confronti di quello proposto dai tedeschi a Capodistria. Secondo lo ZEG una termocentrale a gas con il rigassificatore a Capodistria sarebbero una buona alternativa al secondo reattore atomico presso Krško caldeggiato dal governo.
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